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Riqualificare gli edifici esistenti: cosa cambia con la Direttiva Case Green

Negli ultimi anni il tema dell’efficienza energetica è diventato centrale nel dibattito europeo, e la cosiddetta Direttiva Case Green rappresenta uno dei pilastri di questa trasformazione. L’obiettivo è chiaro: ridurre drasticamente le emissioni degli edifici, che oggi sono tra i principali responsabili del consumo energetico e dell’inquinamento.

Ma cosa significa davvero riqualificare gli edifici esistenti? E quali implicazioni concrete avrà questa direttiva per cittadini, imprese e settore immobiliare?

Cos’è la Direttiva Case Green
La Direttiva Europea sull’efficienza energetica degli edifici mira a migliorare le prestazioni energetiche del patrimonio edilizio esistente. Non si tratta solo di nuove costruzioni: il vero nodo riguarda gli edifici già presenti, spesso datati e poco efficienti.

Tra gli obiettivi principali troviamo:

Riduzione delle emissioni di CO₂
Miglioramento delle classi energetiche degli immobili
Progressiva eliminazione degli edifici più energivori
Promozione di sistemi energetici sostenibili
Perché è necessario intervenire sugli edifici esistenti
In Italia, gran parte degli immobili è stata costruita prima dell’introduzione di normative energetiche moderne. Questo significa:

Dispersione termica elevata
Consumi energetici eccessivi
Costi in bolletta più alti
Minore comfort abitativo
Riqualificare non è quindi solo una scelta ambientale, ma anche economica e sociale.

Cosa è la soprintendenza?
Le soprintendenze sono organi periferici del Ministero della cultura (MiC) della Repubblica Italiana.
Molte delle loro competenze sono definite dal "codice dei beni culturali e del paesaggio con compiti in ambito territoriale in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali e beni paesaggistici. La più recente norma di regolamento è costituita dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 dicembre 2019, n. 169[2]. Tuttavia, con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 marzo 2024, n. 57 il Ministero della Cultura ha subito un processo di riorganizzazione, che tuttavia non contiene la definizione delle competenze degli uffici periferici, tra cui le soprintendenze, che sono state dunque rimandate a successivi decreti ministeriali. Scrivici o contattaci per avere consulenza in merito al disbrigo documentale presso questi uffici
Nel catasto italiano con mappa catastale si indica una porzione della cartografia del Catasto dei terreni. La rappresentazione catastale del territorio italiano è suddivisa su oltre 300.000 mappe. Talvolta la stessa cartografia catastale viene globalmente indicata come mappa catastale...
La cartografia catastale rappresenta la suddivisione del territorio italiano in particelle (terreni distinti per possessori o per diversa finalità di utilizzo), strade e acque pubbliche. La cartografia catastale riporta anche la descrizione degli edifici presenti all’interno di ogni singola particella, di testi che denominano strade, acque o località, di linee e simboli che rappresentano altri elementi identificativi, come strade private, o punti di riferimento facilmente individuabili sul terreno.
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